Giovanni Gentile

 Giovanni Gentile (1875-1944) è il principale esponente della pedagogia attualistica (o attualismo pedagogico), che rappresenta una posizione fortemente anti-attivista rispetto alle correnti pedagogiche dominanti del primo Novecento (come l’attivismo naturalistico, puerocentrico e deweyano).

Principi fondamentali della pedagogia di Gentile

•  Identità tra pedagogia e filosofia
La pedagogia non è una scienza empirica, psicologica o tecnica (come volevano i positivisti o i pedagogisti “scientifici”), ma è un momento della filosofia dello spirito. L’educazione è il farsi stesso dello spirito: non c’è distinzione tra teoria e prassi, tra educazione e istruzione, tra conoscere e agire.

•  Attualismo
Tutto è 
atto puro del pensiero che pensa sé stesso in continuo divenire. La realtà non è data, ma si realizza nell’atto pensante. L’educazione è quindi autoeducazione e autoformazionedello spirito: l’allievo si forma solo entrando nell’universalità dello spirito attraverso l’atto educativo.

•  Anti-attivismo esplicito
Gentile critica duramente l’
attivismo “borghese” o naturalistico (scuole nuove, Montessori in certi aspetti, Dewey, Lombardo Radice nelle sue fasi più “progressiste”):

•  Eccessivo puerocentrismo (il bambino non è un essere naturale da lasciar “esprimere” spontaneamente, ma va elevato all’universalità spirituale).

•  Primato del fare empirico e dell’esperienza sensibile senza fondamento spirituale assoluto → porta a frammentazione, relativismo, perdita del valore etico-unitario.

•  Metodi tecnici predefiniti → irrigidirebbero il fuoco creatore dello spirito.

•  Ruolo del maestro
Il maestro non è un facilitatore o applicatore di metodi (“il metodo è il maestro stesso”). È l’interprete e il ministro dello spirito: incarna la cultura universale e guida l’allievo a superarsi in quell’atto spirituale condiviso. Il rapporto maestro-allievo è dialettico e si risolve in 
unità spirituale (non dualismo).

•  Educazione come processo spirituale e etico

•  Non imposizione esterna né libertà anarchica, ma palingenesi continua (rinascita spirituale).

•  Centralità della cultura classica (soprattutto umanistica) per elevare lo spirito.

•  Formazione dell’individuo come parte organica dello Stato etico (connessione con la visione fascista: l’educazione forma la “nuova umanità” al servizio della totalità spirituale nazionale).

Opere pedagogiche principali di Gentile

•  Il concetto scientifico di pedagogia (1900) – rifondazione idealistica.

•  Sommario di pedagogia come scienza filosofica (1912, in 2 voll.).

•  La riforma dell’educazione (1920).

•  Sistema di logica come teoria del conoscere (1917-23) – tocca aspetti pedagogici.

•  Teoria generale dello spirito come atto puro (1920) – base filosofica.

La Riforma Gentile (1923)

Come Ministro della Pubblica Istruzione, Gentile tradusse la sua pedagogia in pratica:

•  Scuola selettiva e gerarchica (primato del liceo classico).

•  Introduzione dell’esame di Stato.

•  Centralità della formazione spirituale e umanistica.

•  Opposizione a derive “attivistiche” eccessivamente laboratoriali o democratiche.Mussolini la definì “la più fascista delle riforme”.




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